Il rating interno è invece la valutazione effettuata direttamente dalla banca, sulla base di un attento esame del cliente.
Nel caso delle imprese si considera l’intero quadro finanziario ed economico, la relazione con la banca e il sistema bancario (ad esempio: sconfini e pagamento rate) unitamente a fattori qualitativi, come il posizionamento nel mercato (settore, mercato, relazione con clienti e fornitori, offerta, tecnologie, etc...).
Per l’utilizzo di rating interni la banca deve essere autorizzata dall'Autorità di Vigilanza che verifica modelli, dati e processi di utilizzo. Ottenere il rating interno non comporta alcuna spesa per l’impresa.
Per le imprese il rating equivale alla valutazione della solidità e della capacità di produrre nel tempo risultati con cui ripagare il debito.
Un buon rating, dunque, è la naturale conseguenza di:
- essere una buona impresa;
- saper comunicare il proprio valore ad una banca dotata di storia, competenze e modelli in grado di valorizzarlo.
Il rating è anche il momento in cui effettuare un check up dello stato di salute dell’impresa da cui attivare interventi di miglioramento.